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nine eleventh

Oggi compio gli anni. Quarantacinque per l'esattezza, che come tutti i numeri non so perché  fa meno impressione se è scritto per esteso invece che in cifre. Ma non mi sembra comunque un gran guaio... il fisico non è che regga proprio alla perfezione ma la testa sembra compensare a sufficienza e poi sono ottimista: mi immagino di essere "nel mezzo del cammin di nostra vita" e che gli anni a venire saranno i migliori.

In questo momento non saprei in effetti da dove cominciare perché in realtà mi sento un po' ad un punto morto su vari fronti e, visto che il destino ce lo costruiamo in gran parte noi, la cosa potrebbe sembrare grave...

Poi penso al significato che questa data ha assunto per il resto del mondo e mi dico che "ricominciare" ha nel profondo ben altro significato. Avrò tempi ed occasioni giusti per mettere mano a ciò che oggi vedo come difficoltà, per imparare per bene ad affrontarle con gli strumenti per risolverle oppure ad accettarle con la serena consapevolezza che non posso fare altro. Ho imparato che non ha senso fare gli eroi, che solo iniziando con un piccolo passo ogni giorno si può riprendere a camminare ben saldi verso la meta.

Uno degli aspetti del mio carattere che ultimamente mi sono stati rimproverati è che lascio trasparire poco le mie emozioni... insomma: sarebbe difficile capirmi, dovrei essere più esplicita. Non credo sia vero in assoluto, esistono persone che mi comprendono al volo anche senza conoscermi da una vita, ma la cosa mi ha fatto riflettere.

In effetti potrebbe stare qui la soluzione del mistero che fino ad ora ha avvolto questo blog: è nato come un mio spazio personale che raccoglie i piccoli gesti quotidiani di una ricetta, di una lettura, di un ricordo, di un viaggio. Il piacere delle cose minute che di fatto costituiscono la vera qualità della vita e che, come dicevo all'inizio di questa avventura scritta, sono ancora più gustose se vengono condivise.

Già, e allora perchè fino ad ora mi ci sono chiusa dentro e me lo sono tenuto per me? Probabilmente proprio per non rivelarmi, per non farne uno specchio che mi costringesse a confrontarmi con quello che in concreto di me arriva agli altri.

In questo paio di mesi di lavorio attorno al blog ho preso il ritmo, mi sono allenata a collegare le emozioni ed i piatti della giornata in un insieme logico, mi sono scontrata con il tempo tiranno, con la mania di perfezionismo che rimandava ogni pubblicazione in modo ossessivo, con la difficoltà di fare delle foto decenti usando le mie scarse conoscenze tecniche e la mia macchinetta da turista (beh... qui devo ammettere di non essere migliorata granchè!). Soprattutto ho imparato a scendere a patti con il "rischio" di andare oltre e tirar fuori più privato di quanto avrei voluto.

Il mio primo passo è stato aprire il blog a Virò, che si è ritrovata più o meno volontariamente a fungere da revisore di bozze ma che ha giocato soprattutto il ruolo di interlocutore per i miei pensieri e mi ha dato la dimensione del confronto.

Così eccomi qui: oggi mi decido al secondo passo ed esco da quell'ombra che insieme era rifugio e barriera. A cuore aperto... e con una ricetta come un'altra (nonostante la presenza per me evocatrice del lime), che mi sono ritrovata oggi a cucinare più per una questione di principio che per un motivo dal significato particolare. No, perchè ho da scodellare un'amena storiella anche oggi...

Qualche sera fa a cena con amici ci hanno servito delle canocchie e qualcuno sosteneva che il nome giusto fosse "cicale", mentre le "cannocchie" fossero molluschi dalle conchiglie scure ed allungate. Quando ho detto che secondo me quelli erano detti "cannolicchi" o "cannelli", mentre le canocchie (con una enne sola) erano i meravigliosi crostacei che avevamo nel piatto, la persona in questione, che tra l'altro abita in una città di mare, mi ha guardato con aria di sufficienza...

A quel punto ho taciuto, nel dubbio di aver sempre sbagliato. Ebbene: sul banco della pescheria oggi il cartellino sopra i crostacei in questione riportava: "pannocchie/canocchie"... La soddisfazione è stata tale che non ho potuto non acquistarle! Così ora eccole qua, tanto per gradire...


Canocchie con alloro e lime
per 4 persone:
16 canocchie (pannocchie, cicale di mare... e uffa: che si chiamino come vogliono, l'importante è capirsi!)
8 foglie di alloro
2 lime
qualche cucchiaio di vino bianco secco
6 cucchiai di olio extravergine
zucchero di canna
1/2 cucchiaio di prezzemolo tritato
sale
pepe al mulinello

Lavare molto bene le canocchie, inciderne il carapace del dorso con un unico taglio per il lungo e disporle senza sovrapporle in una teglia che vada al microonde.

Infilare una foglia di alloro sotto ogni coppia di canocchie, spolverare leggerissimamente di sale, bagnare con tre o quattro cucchiai di vino, coprire e cuocere a microonde a 900w per 2 minuti, verificando, se serve eventualmente un'ulteriore cottura di 30 o 40 secondi, e poi far riposare coperto un altro minuto.

Nel frattempo in una ciotola a parte miscelare la scorza grattugiata finissima di uno dei lime con il succo di entrambi, l'olio, un pizzichino appena di zucchero, abbondante pepe, il prezzemolo tritato ed ancora una punta di sale, emulsionando bene con un frustino.

Disporre 4 canocchie in ogni piatto, emulsionare il loro fondo di cottura con l'olio al lime e versarlo sopra ai crostacei, decorare con qualche foglia d'alloro ben lucidata ed un ricciolo di scorza di lime e servire, eventualmente accompagnato da spicchietti tiepidi di patate lessate con la buccia.
  • rivoli affluenti:
  • vivere, amare, capirsi (no, Leo Buscaglia qui non c'entra...): Erich Fromm, L'arte di amare, Mondadori.

Commenti

  1. Carissima,innanzi tutto AUGURI,tanti e di cuore ! te li avevo fatti anche sulla 'colonna di Sigrid' ma qui - forse sono più diretti . Secondo :ti senti ,per caso, personaggio pucciniano quando affermi ....'il mio mistero,è chiuso in me...' ? Terzo : in toscana quelle bestioline grige quando crude di que colorino da cotte...le chiamano cicale . San Bernardo

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  2. Altro nome toscano e' "spannocchie"
    Ciao

    RispondiElimina
  3. @ sanberny e corradoT: infatti supponevo che avessero parecchi nomi regionali, per questo mi sembrava strano che la persona in questione escludesse così decisamente il mio povero "canocchie"...
    E grazie per gli auguri!

    RispondiElimina
  4. Da cultura partenopea popolare...
    i "cannolicchi" sono quei molluschi dalle conchiglie scure ed allungate mentre le canocchie (con tre enne per Napoli e provincia) i crostacei di cui prima :-)
    PS
    Ti ho appena aggiunto tra i preferiti. Grazie per aver 'aperto' il blog ;-)

    RispondiElimina
  5. @gambetto: allora anch'io devo essere un po' napoletana inside! Grazie a te...

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  6. Anche a Vasto, provincia di Chieti, si parla di 'panocchie' (con una sola N, o 'canocchie', o 'cicale di mare' (raro), ma sempre di squilla mantis si tratta! I cannolicchi o cannelli sono invece i soledini. ^^

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