Passa ai contenuti principali

vieni a cena stasera?

Sul filo di lana riesco finalmente ad accettare l'avvincente proposta di invitare a cena amici celiaci lanciata da Simonetta, alias Glu.fri, per il compleanno del suo blog.

Spesso cucino gluten-free senza rendermene nemmeno conto tanto che, vista la mancanza di tempo cronica del periodo, avrei anche potuto frugare nell'archivio del blog e di certo sarei riuscita a comporre un menù adatto all'occasione. Ma lo stimolo andava oltre, si trattava di prestare profonda attenzione ad un altro modo di guardare l'alimentazione.

Ho amici celiaci e con intolleranze varie quindi mi sembrava carino, come a volte faccio nella realtà, cercare di pensare a preparazioni che nascessero per conto loro senza sembrare adattamenti di ricette glutinose. Credo sia per questo che non mi è venuto in mente un menù particolarmente elegante, piuttosto una piccola serie di portate rustiche, invernali (scusa Simonetta ma qui siamo quasi sotto zero!), coccolose, informali ed anche molto "casalinghe", come quando si invitano a cena gli amici veri.

Con un comune denominatore in realtà, anzi due: lo zenzero fresco e l'uso delle spezie. Un piccolo tocco di etnico qua e là insomma, perché chi si fida a cenare da me, glutine o non glutine, un po' deve essere preparato a spaziare...

Menù "Metti un Celiaco a Cena"
Crema  di patate dolci e verza all'arancia
Pollo e mele al cardamomo con riso nero al sesamo
Involtini dolci di zucca ai profumi cinesi

Era richiesto di fotografare almeno una delle ricette del menù... ma visto che le avevo tutte cucinate davvero ex novo tanto valeva spiegarle per benino... E allora eccole qua.

L'antipasto, inteso non all'italiana come un piccolo piatto stuzzicante ma, come nel resto del mondo, la vera prima parte del pasto, è una zuppa dagli accenti un po' fusion:


Crema di patate dolci e verza all'arancia
ingredienti per 4 persone:
500 gr. di patate dolci
4 foglie di verza
1 piccola cipolla
1 carota
10 cm. di porro
1 dadino di zenzero
200 ml. di panna acida
900 ml. di brodo vegetale
1 cucchiaio di farina di riso
2 noci di burro
1 cucchiaio di polvere di arancia
2 cucchiai di piselli secchi
2 cucchiai di ceci secchi
1/2 cucchiaino di za-tar (mix di spezie arabe in polvere)
1 pizzico di zucchero
sale

Sbucciare le patate dolci e tagliarle a dadotti, mettendoli subito a bagno in una ciotola di acqua perché non anneriscano.

Tritare grossolanamente carota, cipolla, porro e zenzero e tagliare la verza a julienne.

Stufare le verdure tritate e la verza con una noce di burro fino a che sono morbide, quindi spolverizzarle con la farina di riso e rimestare con cura, in modo che le verdure la assorbano.

Unire il brodo caldo poco per volta, stemperando bene la farina di riso che potrebbe essere rimasta sul fondo, quindi unire le patate dolci, aggiungendo eventualmente qualche cucchiaio di brodo se non dovesse essere sufficiente a coprirle.

Regolare di sale, portare a bollore e cuocere coperto a fiamma bassa per 25-30 minuti, fino a che le patate sono morbide.

Nel frattempo sciogliere il resto del burro in un tegamino e saltarvi i piselli ed i ceci secchi con una spolveratina di sale, lo za-tar, un pizzichino di polvere di arancia ed un pizzico di zucchero fino a che si sono insaporiti, quindi spegnere e lasciar intiepidire.

Quando le patate sono morbide frullarle fino a ridurle ad una crema densa, quindi unire metà della polvere d'arancio rimasta; diluire nella crema metà della panna acida e regolare se serve di sale.

Servire la crema dividendola in quattro ciotole e decorandole con una cucchiaiata di panna ciascuna, una spolveratina di arancia e di za-tar e qualche pisellino e cece tostato.


Per una versione più "light" sostituire il burro con olio extra vergine leggero e la panna acida con 200 gr. di ricotta lavorata con 2 cucchiaini di succo di limone. Per una versione invece più sorprendente fare in modo che in pieno inverno una coccinella rossa si posi sul bordo della ciotola mentre la si fotografa...


Segue poi il piatto principale, sempre nella migliore tradizione internazionale inteso praticamente come piatto unico. In questo caso una leggera dadolata di pollo addolcita dalla frutta:


Pollo e mele al cardamomo con riso nero al sesamo
ingredienti per 4 persone:
300 gr. di petto di pollo
1 grossa mela verde
200 gr. di yogurt greco
1/2 cucchiaio di curry grezzo
4 bacche di cardamomo
2 grani di pepe
1 spicchio di aglio
1 dadino di zenzero grosso come lo spicchio d'aglio
2 cucchiai di olio leggero
semi di sesamo nero
sale

per accompagnare:
200 gr. di riso venere
1 cucchiaio di burro
2 cucchiai di semi di sesamo chiaro
sale
pepe al mulinello

Pestare in un mortaio le spezie con l'aglio e lo zenzero sbucciati fino ad ottenere una pasta omogenea.

Miscelare il pesto allo yogurt con un pizzico di sale ed un paio di cucchiai di latte, in modo da ottenere una consistenza cremosa.

Tagliare sia il petto di pollo, mondato da nervi e pellicine, che la mela sbucciata in dadi di circa 2 cm. di lato, e miscelarli allo yogurt, coprire e lasciar marinare in frigo per almeno 2 ore.

Saltare pollo e mele con la loro marinata in poco olio ben caldo per qualche minuto, in modo che il pollo si dori leggermente e le mele comincino a caramellare.


Servire spolverato di semi di sesamo neri ed accompangnare con riso venere cotto a vapore, insaporito in tegame con una nocciola di burro, sale e semi di sesamo chiari e profumato con una macinatina di pepe fresco.


Ed infine il dolce... che mi sono inventata partendo da una ricetta cinese di involtino primavera alla zucca, porri e funghi (be'... forse sarebbero da chiamare "involtini autunno"...) e modificando la sostanza del ripieno. Ho addolcito un po' la zucca, sostituito le altre verdure con il cioccolato e moderato un po' le spezie. Avrei voluto fare la sfogliatine con acqua e farina di riso ma non avevo tempo, quindi ho usato quelle pronte...


Involtini dolci di zucca ai profumi cinesi
ingredienti per 12 pezzi:
500 gr. di zucca pulita, al netto di buccia e semi
100 gr. di cioccolato fondente al 70%
12 sfoglie di riso per involtini con diametro circa 15 cm.
1/2 cucchiaio di "5 spezie" cinesi in polvere (oppure un misto di anice, cannella, chiodi di gaorfano e pepe)
1 dadino di zenzero da 1 cm. circa
2 cucchiai di zucchero a velo
olio di arachidi
sale

Ridurre la zucca a pezzetti e cuocerla a vapore o in forno, quindi schiacciarla e lasciarla scolare appesa in un telo perché si asciughi bene (le istruzioni dettagliate qui).

Grattugiare finissimamente lo zenzero (oppure spremerlo) ed unirlo alla zucca.

Tritare grossolanamente il cioccolato con un coltello pesante e miscelarlo alla zucca insieme ad un cucchiaio di zucchero a velo, al mix di spezie e ad un pizzichino di sale.

Tenere pronto sul piano di lavoro un piatto pieno di acqua ed immergervi, uno per volta, i dischi di sfoglia di riso per qualche secondo, fino a che il disco si è ben ammorbidito e schiarito. Meglio non metterne troppi tutti insieme perché se stanno troppo a mollo rischiano sia di sfaldarsi che di incollarsi tra di loro.

Disporre sulla sfoglia di riso una cucchiaiata di ripieno formando un salsicciotto allungato


piegarvi sopra il bordo inferiore dei disco e poi i due laterali


ed arrotolare il tutto sul lato rimasto libero, in modo da formare un piccolo sigaro.

Mettere a mollo un'altra sfoglia e ripetere l'operazione per tutti e dodici gli involtini.


Scaldare in un tegame almeno tre dita di olio e friggervi gli involtini per un paio di minuti, fino a che sono ben dorati su tutti i lati, quindi scolare su carta assorbente.

Spolverare con il resto dello zucchero a velo e servire a tavola gli involtini ben caldi.


Questo menù nasce in dedica alla raccolta di Glu.fri cosas varias libre de gluten


PS: il nostro Marco Polo nella sua tappa a Su-Zhou cita giustamente la versione originale degli involtini cinesi, la cui ricetta prometto posterò appena il mondo smette di girare così vorticosamente (prima o poi succederà, no?!)
  • rivoli affluenti:
  • l'unico libro che ho mai letto a tema celiachia (mea culpa?) è: Bruno Barbieri, Squisitamente senza glutine, Bibliotheca Culinaria

Commenti

  1. aiuto pero'. tempo fa ho fatto gli involtini e ... niente, alcuni di questi si sono aperti e la verdura si e' sparsa per l'olio fritto. eppure acqua e farina per chiudere... :(

    RispondiElimina
  2. Questo menu è irresistibile...
    Sarò una gran maleducata, ma stavolta mi autoinvito a cena!!!

    (E non solo, mi salvo anche tutte le ricette!)

    RispondiElimina
  3. Io vengo con Muscaria. Senza forzare la serratura, stavolta :-)

    RispondiElimina
  4. Invitante! abbiamo fatto anche noi il Venere nera l'altro giorno , con le code di gambero, piace sempre molto specie per quel retrogusto di nocciola che ha quando finisci di masticarlo.

    RispondiElimina
  5. @robiciattola: il trucco sta nel non imbibire troppo la sfoglia, nell'usare poco ripieno per avere due "orecchie" abbondanti ai lati ed arrotolare la sfoglia in lunghezza almeno due volte e poi nel lasciar riposare qualche minuto gli involtini prima di friggerli in modo che sull'esterno siano leggermente asciugati. In questo caso vedrei che non ti serve nemmeno incollare i bordi, che si saldano per conto loro.

    @muscaria: le porte sono aperte... a tuo rischio e pericolo!

    @alessandra: se mi portate anche qualche dolcetto di Gambetto l'affare è fatto!

    RispondiElimina
  6. @enrico: per quello ho usato il sesamo tostato ed il burro: nutty forever!

    RispondiElimina
  7. Vengo io a cena stasera!...che menù favoloso e gluten free!!! ottima proposta!!!

    RispondiElimina
  8. beh mi posso autoinvitare pure io? che cose buone.....le mangio già tutte con gli occhi!

    RispondiElimina
  9. Buonissimo ed esotico questo menù gluten-free! Posso unirmi anch'io a questa allegra tavolata? :-D

    RispondiElimina
  10. Vengo anch'io per cena,indossero' Galliano, Westwood e Oxfam..
    Scherzi a parte il menu' e' favoloso,particolarmente intriganti gli involtini finali.
    Ci avevi gia' viziato in passato,dandoci 2 ricette per il prezzo di una,ma qui ti superi!
    A presto

    RispondiElimina
  11. Aquaviva scorre e porta acqua alle mie lacrime di commozione e felicitá per questo menú stratosferico e universale, nomade e colorato con i profumi del mondo....grazie grazie grazie grazie !!!!!!
    Una abbraccio forte forte da quaggiú..e tra un pó saró lassú....

    RispondiElimina
  12. @terry: però se vieni mi porti un po' delle tue erbette magiche...

    @salamander: ma dai, guarda chi si vede da queste parti! Vieni, vieni, ma devo preparare anche qualcosa di croato?

    @mapi: come al solito qui basta aprire uno spiraglio e si trasforma tutto in una cialtro-tavolata, figurati se puoi mancare proprio tu!

    @edith.pilaff: no no, totally oxfam! Devo recuperare un giacchettino stile marinaro pescato proprio da quelle bande negli anni '90... se lo vedi svieni!

    @glu.fri: e che ti invitavo a cena a fare allora, solo per parlare a vanvera?!

    RispondiElimina
  13. @acquaviva: certo, e ti posso dare qualche ricettina croata :)
    in realtà ti avevo persa completamente dai preferiti. ma ora ti ho ritrovata per fortuna

    RispondiElimina
  14. Il pericolo è il mio mestiere!

    E stavolta non forzo nemmeno le serrature, io ed Ale ci comporteremo da brave ragazze ;-)

    RispondiElimina
  15. @salamander: belllisimo, così mi documenti su tutte le putate croate precedenti...

    @muscaria: "il pericolo è il mio mestiere" è una battuta da non sottovalutare! Al comportarsi da brave ragazze invece non crede nessuno: non ci riusciremmo mai nemmeno a provarci sul serio...

    RispondiElimina
  16. Beh? Si organizza una tavolata cialtrona e non mi si dice niente?

    Vista la compagnia mi sacrificherò anche ad assaggiare gli involtini zucca e cioccolato!!!

    RispondiElimina
  17. Temo tu abbia ragione, non ci crederebbe nessuno, neppure se ci provassimo col metodo Stanislavskij...

    @ Virò: non ti abbiamo detto niente per farti una sorpresa! Era nostra intenzione prelevarti a tua insaputa.

    RispondiElimina
  18. @virò: ridi ridi, voglio vedere poi quando ti ci trovi sul serio, ad assaggiare le mie cialtronate! Comunque ribadisco che potete arrivare anche di soppiatto e non c'è bisogno di forzare la porta, lascio tutto aperto (tanto chi vuoi che se li rubi i miei mangiarini?!)

    @muscaria: ma nemmeno se ci tentiamo nelle nostre potenziali prossime vite. Sempre ammesso di non rinascere bruchi...

    RispondiElimina

Posta un commento

post più popolari

MTC di settembre 2014: un sacco di riso!

Diceva un vecchio slogan anarchico: "con l'ironia abbatteremo il potere e un sacco di riso lo seppellirà". 
A no? Erano risate?! Va be'... per un MTC di questa portata ci si può anche concedere una licenza!

Premessa...
... avevo scritto un post lunghissimo per raccontare perché e per come ho scelto questo tema per l'MTChallenge di settembre 2014. Poi l'ho ridotto della metà, lasciando solo alcune note che mi sembravano indispensabili, e l'ho mandato alla Gennaro per un parere. 

E lei ha detto che un terzo di quanto le ho mostrato era già troppo! Allora ho ricomposto alcuni dei contenuti in articoli di supporto da pubblicare più avanti ed ho cassato il resto. Qui è rimasto il riassunto della selezione della selezione, ovvero il puro tema dell'MTC. Che, mi spiace, adesso vi tocca leggere per intero!

Se scegliere un ingrediente invece che una ricetta tende ad allargare gli orizzonti, questa volta scegliere IL RISO, come capirete, li spalanca frantumando ogni…

MTC giugno 2011... verso Oriente!

Continuo a pensare che le giudici titolari e aggiunte dell'MTC fossero completamente fuori quando hanno passato a me il testimone e nessuno potrà convincermi del contrario, anche perchè potevano ben immaginare in che gorgo storico-etnico-confusionale avrei trascinato la sfida... ma si sono fidate lo stesso! No, è oggettivo: non possono essere completamente normali...

Accertato questo, dichiaro anche di non essermi mai emozionata tanto nello scrivere un post e soprattutto nel proporre una ricetta, sentendo tanti occhi puntati addosso ed il fiato trattenuto di tanti MTC addicted... Ebbene sì, rilassatevi (o disperatevi) pure: come temevate, questa volta si va davvero tutti in Giappone!

Niente succede per caso, si sa. Tanto è vero che l'eterno girovagare di Marco Polo (a cui faccio da qualche tempo da vivandiera) l'ha portato proprio a questo punto del suo viaggio a confrontarsi con Cipango, il Paese del Sol Levante... Come potevo non cogliere il suggerimento di un siffatto des…

riso Otello: un nero integral(ista)

Il primo giorno di autunno una ricetta con le ultime verdure estive, che sono ancora buone visto che sembra far più caldo ora che nei mesi trascorsi...

Sollecitata da alcuni dubbi posti sulle modalità di cottura del riso integrale e sull'utilizzo di varietà di riso "esotiche", ho pensato di provare le risposte sul campo e chiarire soprattutto le idee a me stessa, la prima che ha tutto ancora da imparare.

Così, per prendere due piccioni con una fava, ho scelto un riso sia nero che integrale. No, non famoso ed idolatrato riso Venere, fantastica varietà di nobile origine cinese che, grazie a opportune ibridazioni, ora è coltivato anche in Italia. 

Ho pescato invece una varietà tutta italiana: il riso Otello, che deriva anch'esso da varietà cinesi ma è di concezione e di coltivazione tutta nostrana. Chissà se il nome è stato ispirato ispirato dal famoso personaggio shakespeariano, dalla sua pelle scura e dalla sua natura piuttosto integralista...



Si utilizza ridotto in farin…

Milano matsuri: una festa popolare giapponese... sotto casa!

Il 26 maggio nessuno mi cerchi: non ci sarò! Il 26 maggio succederà una cosa bellissima, tanto che non sto più nella pelle dalla voglia che arrivi presto, e trascorrerò l'intera giornata a Milano vivendo un'esperienza giapponese davvero unica. A meno di non abitare in Giappone, intendo, cose così in Italia non si vedono spesso...

A Milano tra via Keplero e piazza Carbonari (pochi passi dalle stazioni metrò di Zara o Sondrio) una domenica tutta dedicata alle tradizioni giapponesi. Non le solite che conoscono tutti, tipo sushi o manga, ma proprio quelle popolari, i divertimenti delle persone semplici che affollano una festa di piazza... insomma: un vero e originale matsurigiapponese, con le sue bancarelle, i suoi suoni, i suoi profumi ed i suoi colori!


In alcune città d'Italia si sono tenuti degli eventi denominati "matsuri", ma mai è stata ricostruita la vera atmosfera della sagra di paese giapponese, mai è stata presentata una così vasta gamma di autentico stre…

il riso parla. E sceglie la ricetta vincitrice dell'MTC

Anche se ad alcuni questo MTC è sembrato difficilissimo e ad altri una passeggiata, la base della sfida era semplice: cuocere con una tecnica tra le tre indicate la varietà di riso più adatta all'ispirazione di partenza e confezionarci una ricetta personale.

Le regole, oltre alle pure indicazioni tecniche, altrettanto chiare: che ci si inventasse tutto di sana pianta o si prendesse spunto da piatti regionali, classici o etnici, era fondamentale capire che cosa si stesse facendo e perché. E farlo con cura e sorriso, al meglio del proprio gusto per la cucina.

Il criterio personale di giudizio del giudice del mese varia di volta in volta. Il mio l'avevo però esplicitato da subito: il confronto non era davvero con il riso ma piuttosto con se stessi. Così diventavano importanti lo spirito di armonia dell’insieme, la cura positiva dei gesti, la fantasia degli abbinamenti e la conseguente, inevitabile bellezza "naturale" del piatto finale. 
In generale ogni piatto condiviso su…

acquaviva scorre... sciuè sciuè!

Arrivo all'ultimo giorno utile con il mio modesto contributo all'iniziativa Pasta Bufala e fantasia! Reinventa la tradizione, contest organizzato da Le Strade della Mozzarella e Pastificio dei Campi.

Scopo specifico di questo confronto di idee è interpretare un piatto della tradizione usando delle nuove tecniche di cottura e di preparazione, che abbiano naturalmente come protagonista l'abbinamento di pasta prodotta a Gragnano dal Pastificio dei Campi e Mozzarella di Bufala Campana DOP. 

Nel giudicare la ricetta saranno valutati l'utilizzo della tecnica in rapporto al risultato ottenuto, la valorizzazione della pasta e della mozzarella, la qualità innovativa rispetto a preparazione tradizionale. Che ci faccio io dunque in questo gruppo di esperti gourmet? La mia cucina non ha mai brillato per inventiva tecnica... 

Forse la mia personale sfida in questo caso è quella di confrontarmi con prodotti che ovviamente conosco ma con cui "non sono nata": le mie origini f…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!