Passa ai contenuti principali

saluto a M.

Ho già raccontato di quando da ragazzina ho capito che per sopravvivere alla gestione culinaria di famiglia, volonterosa ma ingenua, di mia mamma avrei dovuto cominciare a cucinare in prima persona. Sperimentando a casaccio, per la maggior parte delle volte (tanto del risultato sarebbero comunque stati tutti contenti...) ma anche cercando di imparare da libri e riviste e dalle mamme dei miei amici.

Parlavo di "mamme" al plurale ma mi riferivo in specifico alla mamma del mio moroso di allora, che pacata, gentile e disponibile, per cinque anni filati mi ha sopportato tra i piedi e mi ha raccontato, mostrato e dettato come muoversi in cucina. L'ho adorata per un sacco di motivi e sinceramente mi ha insegnato ben altro sulla vita e sulle relazioni, oltre alle sue ricette. Però mi piace raccontarla qui proprio per questa piccola deliziosa caratteristica del nostro rapporto, che si è naturalmente allentato quando non sono più stata la sua quasi-nuora e che si è definitivamente spezzato oggi, visto che a sorpresa se ne è andata via.

Quando arrivavo a casa sua si divertiva a mostrarmi delle ricettine curiose sulle riviste ed abbiamo passato pomeriggi interi a selezionarle, ritagliarle, ricopiarle e scambiarcele, chiacchierando di tutto e di niente. Ed un bel giorno mi ha pure regalato un paio di annate complete de La Cucina Italiana dei primi anni '60 che lei aveva raccolto da sposina (... che fior di "suocera", eh?!). Da lì è partita la mia collezione di riviste, mentre gran parte di quei ritagli di ricette stanno ancora incollati in bell'ordine sul mio primo quadernone di cucina. Alcuni sono proprio piatti che ripeto spesso; sono parte della mia vita come lo sono stati della sua.

Mi passava anche ricette a base di latte o formaggio, alimenti a cui lei era intollerante ma che la ingolosivano molto e che con generosità utilizzava ugualmente nei piatti dedicati al resto della famiglia. Con che gusto e che sguardo trasgressivo si concedeva ogni tanto un vasetto di yogurt, assaporandone ogni cucchiaio nonostante la consapevolezza che più tardi sarebbe stata male...

Credo di avere imparato da lei la consapevolezza che tutte le difficoltà si possono affrontare e che calma e ragionamento possono anche renderle più semplici. Un'altra cosa che ho capito osservandola (anche se non sempre ci riesco bene come lei!) è di contare fino a dieci prima di parlare e comunque poi farlo con dolcezza. Il che rappresenta davvero una delle grandi, belle lezioni di vita che vale la pena di ricevere.

Ogni tanto preparava delle mandorle caramellate che sembravano una magia, spandendo per casa un profumino di zucchero fuso e facendoci sentire tutti dei bambini al luna park. La prima ricetta che mi è venuta in mente per ricordarla sarebbe stata una torta di mele senza latte ne' burro che aveva preparato per poterne condividere una fetta ad un compleanno, ma cercandone traccia sul vecchio quaderno ho ritrovato anche la ricetta delle mandorle, che mi ha legato a lei proprio perché l'abbiamo condivisa più volte, lei cucinando e dettando ed io al suo fianco ad osservare e prendere appunti di ogni minimo dettaglio, perché non so come mai quell'operazione di caramellatura mi sembrava molto più difficile e speciale di molte altre magie possibili nella sua piccola cucina bianca.

La eseguo oggi per la prima volta da sola, sentendomi goffa e saggia insieme. Tonta che sono, avevo relegato quel profumo al mondo delle favole e dei ricordi. Non ho in casa mandorle quindi utilizzo delle nocciole, ci potrei mettere spezie e variazioni ma mi trattengo. Volentieri mi limito ad una citazione quasi letterale delle sue parole, sorridenti e leggermente arrotolate intorno ad una "erre moscia" che non voleva saperne di indurirsi. Questo è il mio legame, questo il mio ricordo di lei. Fragile e dolcissimo, come un filo di caramello.


Nocciole caramellate
ingredienti(*):
100 gr. di nocciole (o mandorle) sgusciate
100 gr. di zucchero semolato
1 cucchiaio di acqua

(* Se si aumentano le dosi conviene preparare comunque le nocciole a più riprese, per evitare che il caramello indurisca durante la preparazione)

Mettere tutti gli ingredienti in un tegame e scaldare a fuoco basso, rimestando continuamente. Prima lo zucchero si scioglie in un liquido bianco/trasparente, poi si raggruma attorno alle nocciole, poi si scioglie di nuovo e comincia a diventare lucido e a scurirsi.


A quel punto far rotolare bene le nocciole su tutti i lati nello zucchero caramellato in modo che si ricoprano bene, abbassare o spegnere la fiamma perché lo zucchero non si scurisca ulteriormente e  levarle dal tegame poche per volta, distribuendole su un vassoio di metallo ricoperto di carta forno bagnata e strizzata. L'operazione va fatta velocemente perché lo zucchero non leghi tutto in un unico croccante, ma attenzione a non scottarsi perché lo zucchero fuso è davvero ustionante.


Quando le nocciole sono tiepide spezzettare eventuali blocchi rimasti uniti e, a piacere, spolverare con un pizzico di zucchero bianco per un effetto leggermente più granuloso. I rimasugli di caramello solidificato si possono sbriciolare finemente ed utilizzare come decoro sopra un gelato o una mousse dolce.


(Piccola nota tecnica: il tegame ed il mestolo incrostati si lavano facilmente lasciandoli qualche minuto a bagno con acqua bollente, che scioglierà velocemente lo zucchero caramellato).
  • rivoli affluenti:
  • non so perché mi è venuto in mente questo, tra i libri di cui abbiamo chiacchierato. Forse perché ho lasciato la mia copia a casa sua e deve essere ancora lì, su qualche scaffale: Heinrich Böll, Opinioni di un clown, Mondadori

Commenti

  1. Che bel post che hai scritto! E spero di lasciare nelle mie future "quasi nuore" o nuore senza quasi, lo stesso bel ricordo che ha lasciato in te questa mamma meravigliosa!

    RispondiElimina
  2. Le mandorle caramellate hanno l'odore tipico delle giornate di festa, dei lunapark appunto, delle bancarelle incrociate durante le passeggiate sui lungomare di mezza Italia, delle sagre e dei mercatini domenicali a tema. Se c'è anche una sola persona da associare nella propria vita a questo aroma allora il bilancio è già più che positivo :))
    Belle le nocciole...ma sinceramente il pensiero va sempre alle mandorle ;)

    RispondiElimina
  3. Sembra che tu abbia avuto una seconda mamma. Non e' da tutti :-)

    RispondiElimina
  4. Come potrei non amare questo post, dentro ci sono ,tanti ricordi di mia mamma . Mi ha insegnato ad amare la cucina e la vita . Grazie Acquaviva.Un abbraccio fortissimo.chiara

    RispondiElimina
  5. @fantasie: quando si è garbati ed aperti come lei è impossibile non lasciare buoni ricordi.

    @gambetto: infatti il profumo esatto di questo ricordo sarebbe stato quello delle mandorle.
    Dal punto di vista invece del piacere del gesto e del risultato devo dire che anche le nocciole hanno avuto un loro perchè...

    @corradoT: senza naturalmente rinnegare la mia, devo dirti che anche da ragazzina ero ben consapevole della fortuna che mi stava capitando nell'essere parte per qualche tempo di quella famiglia.

    @chiara: credo che ognuno trovi dentro di sè qualche piccola forma di ricchezza, quando si dedica ai ricordi lontani. Anche in questo ci si riallaccia al discorso di ieri sulla contezza, no?

    RispondiElimina
  6. Che bellissime parole1 davvero una persona speciale allora!
    wow..adoriamo le nocciole caramellate! sembrano riusicte proprio bene!
    baci baci

    RispondiElimina
  7. iomilanese-laura19 gennaio 2010 13:14

    le persone diventano speciali quando anche noi siamo speciali, non credi, Acquaviva? Mia suocera una volta parlando di me, e in mia presenza, mi ha definito "molto più di una nuora, poco meno di una figlia". E non ero più legalmente sua nuora! E di lei cuoca straordinaria, ma capace di ma non soltanto in ccucina... continuano i ricordi e le nostagie di una misura e di un'armonia che non ho più riconosciuto in altre persone!

    RispondiElimina
  8. iomilanese-laura19 gennaio 2010 13:17

    doveva essere "capace di grandi ricette ma non soltanto..." scusi, pardon (P. Conte)

    RispondiElimina
  9. Certo che questo è un post con mille spunti di riflessione!

    Ricordi sereni, ricetta golosa, rivolo affluente surreale!

    Intanto è bello rendersi conto di quanto le altre persone abbiano influito nella nostra formazione e sarebbe curioso conoscere quanto di noi ci sia negli altri...

    ...poi il caramello a me brucia sempre e non so il perchè...

    ...poi opinioni di un Clown è quasi kafkiano nella sua angoscia decisamente surreale, forse per questo non te l'hanno mai restituito...

    RispondiElimina
  10. @manu&silvia: grazie; provatele anche voi, ci vogliono pochi minuti...

    @iomilanese: la cosa bella è quando ti rendi conto che armonia e misura non appartengono solo alla tua memoria ma erano concretamente presenti in quella persona, tanto che tutti la ricordano allo stesso modo...

    @virò: non mi hanno reso Boell per proteggermi da possibili attacchi d'ansia, dici? Invece a me piaceva tanto... Va be' che era anche il periodo del "Gioco delle perle di vetro" e de "Il Lupo della steppa"...

    Mi capita di ritrovare atteggiamenti, conoscenze, modi di dire od abitudini trasmesse da me in persone che mi sono state vicine, come è vero il contrario. Mi piace molto questo gioco degli specchi, ti fa sentire in qualche modo l'infinito...

    PS per il caramello: e tenere bassa la fiamma e spegnerla un minuto prima che sia del colre giusto, in modo che finosca di dorarsi per inerzia e poi la cottura si fermi?

    RispondiElimina
  11. Quanto mi piace leggerti Annalena...
    Un abbraccio stretto
    Patricia

    RispondiElimina
  12. @patricia: il piacere è assolutamente reciproco...

    RispondiElimina
  13. Ciao Annalena, un racconto dolcissimo...

    RispondiElimina
  14. Anche la mia ex suocera mi è rimasta nel cuore...peccato che l'attuale invece sia tutt'altro che una dolce signora da cui imparare tanto...Buonissime queste nocciole, ricordano tanto il luna park!

    RispondiElimina
  15. @elel: sai che in effetti non l'ho in fondo mai considerata veramente "suocera"? Forse perchè io stessa non avevo l'età o la testa per giocare veramenta da nuora.
    Sì, esatto: profumo di caramello e lunapark!

    RispondiElimina

Posta un commento

post più popolari

MTC di settembre 2014: un sacco di riso!

Diceva un vecchio slogan anarchico: "con l'ironia abbatteremo il potere e un sacco di riso lo seppellirà". 
A no? Erano risate?! Va be'... per un MTC di questa portata ci si può anche concedere una licenza!

Premessa...
... avevo scritto un post lunghissimo per raccontare perché e per come ho scelto questo tema per l'MTChallenge di settembre 2014. Poi l'ho ridotto della metà, lasciando solo alcune note che mi sembravano indispensabili, e l'ho mandato alla Gennaro per un parere. 

E lei ha detto che un terzo di quanto le ho mostrato era già troppo! Allora ho ricomposto alcuni dei contenuti in articoli di supporto da pubblicare più avanti ed ho cassato il resto. Qui è rimasto il riassunto della selezione della selezione, ovvero il puro tema dell'MTC. Che, mi spiace, adesso vi tocca leggere per intero!

Se scegliere un ingrediente invece che una ricetta tende ad allargare gli orizzonti, questa volta scegliere IL RISO, come capirete, li spalanca frantumando ogni…

MTC giugno 2011... verso Oriente!

Continuo a pensare che le giudici titolari e aggiunte dell'MTC fossero completamente fuori quando hanno passato a me il testimone e nessuno potrà convincermi del contrario, anche perchè potevano ben immaginare in che gorgo storico-etnico-confusionale avrei trascinato la sfida... ma si sono fidate lo stesso! No, è oggettivo: non possono essere completamente normali...

Accertato questo, dichiaro anche di non essermi mai emozionata tanto nello scrivere un post e soprattutto nel proporre una ricetta, sentendo tanti occhi puntati addosso ed il fiato trattenuto di tanti MTC addicted... Ebbene sì, rilassatevi (o disperatevi) pure: come temevate, questa volta si va davvero tutti in Giappone!

Niente succede per caso, si sa. Tanto è vero che l'eterno girovagare di Marco Polo (a cui faccio da qualche tempo da vivandiera) l'ha portato proprio a questo punto del suo viaggio a confrontarsi con Cipango, il Paese del Sol Levante... Come potevo non cogliere il suggerimento di un siffatto des…

riso Otello: un nero integral(ista)

Il primo giorno di autunno una ricetta con le ultime verdure estive, che sono ancora buone visto che sembra far più caldo ora che nei mesi trascorsi...

Sollecitata da alcuni dubbi posti sulle modalità di cottura del riso integrale e sull'utilizzo di varietà di riso "esotiche", ho pensato di provare le risposte sul campo e chiarire soprattutto le idee a me stessa, la prima che ha tutto ancora da imparare.

Così, per prendere due piccioni con una fava, ho scelto un riso sia nero che integrale. No, non famoso ed idolatrato riso Venere, fantastica varietà di nobile origine cinese che, grazie a opportune ibridazioni, ora è coltivato anche in Italia. 

Ho pescato invece una varietà tutta italiana: il riso Otello, che deriva anch'esso da varietà cinesi ma è di concezione e di coltivazione tutta nostrana. Chissà se il nome è stato ispirato ispirato dal famoso personaggio shakespeariano, dalla sua pelle scura e dalla sua natura piuttosto integralista...



Si utilizza ridotto in farin…

Milano matsuri: una festa popolare giapponese... sotto casa!

Il 26 maggio nessuno mi cerchi: non ci sarò! Il 26 maggio succederà una cosa bellissima, tanto che non sto più nella pelle dalla voglia che arrivi presto, e trascorrerò l'intera giornata a Milano vivendo un'esperienza giapponese davvero unica. A meno di non abitare in Giappone, intendo, cose così in Italia non si vedono spesso...

A Milano tra via Keplero e piazza Carbonari (pochi passi dalle stazioni metrò di Zara o Sondrio) una domenica tutta dedicata alle tradizioni giapponesi. Non le solite che conoscono tutti, tipo sushi o manga, ma proprio quelle popolari, i divertimenti delle persone semplici che affollano una festa di piazza... insomma: un vero e originale matsurigiapponese, con le sue bancarelle, i suoi suoni, i suoi profumi ed i suoi colori!


In alcune città d'Italia si sono tenuti degli eventi denominati "matsuri", ma mai è stata ricostruita la vera atmosfera della sagra di paese giapponese, mai è stata presentata una così vasta gamma di autentico stre…

il riso parla. E sceglie la ricetta vincitrice dell'MTC

Anche se ad alcuni questo MTC è sembrato difficilissimo e ad altri una passeggiata, la base della sfida era semplice: cuocere con una tecnica tra le tre indicate la varietà di riso più adatta all'ispirazione di partenza e confezionarci una ricetta personale.

Le regole, oltre alle pure indicazioni tecniche, altrettanto chiare: che ci si inventasse tutto di sana pianta o si prendesse spunto da piatti regionali, classici o etnici, era fondamentale capire che cosa si stesse facendo e perché. E farlo con cura e sorriso, al meglio del proprio gusto per la cucina.

Il criterio personale di giudizio del giudice del mese varia di volta in volta. Il mio l'avevo però esplicitato da subito: il confronto non era davvero con il riso ma piuttosto con se stessi. Così diventavano importanti lo spirito di armonia dell’insieme, la cura positiva dei gesti, la fantasia degli abbinamenti e la conseguente, inevitabile bellezza "naturale" del piatto finale. 
In generale ogni piatto condiviso su…

acquaviva scorre... sciuè sciuè!

Arrivo all'ultimo giorno utile con il mio modesto contributo all'iniziativa Pasta Bufala e fantasia! Reinventa la tradizione, contest organizzato da Le Strade della Mozzarella e Pastificio dei Campi.

Scopo specifico di questo confronto di idee è interpretare un piatto della tradizione usando delle nuove tecniche di cottura e di preparazione, che abbiano naturalmente come protagonista l'abbinamento di pasta prodotta a Gragnano dal Pastificio dei Campi e Mozzarella di Bufala Campana DOP. 

Nel giudicare la ricetta saranno valutati l'utilizzo della tecnica in rapporto al risultato ottenuto, la valorizzazione della pasta e della mozzarella, la qualità innovativa rispetto a preparazione tradizionale. Che ci faccio io dunque in questo gruppo di esperti gourmet? La mia cucina non ha mai brillato per inventiva tecnica... 

Forse la mia personale sfida in questo caso è quella di confrontarmi con prodotti che ovviamente conosco ma con cui "non sono nata": le mie origini f…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!