Passa ai contenuti principali

frollini al prosciutto: snack "rosato" vagamente Belle Epoque

Ricevuto questo invito ho deciso che fosse impensabile presentarmi a mani vuote. E doveva essere rigorosamente qualcosa di rosa, almeno implicitamente. Ma esplicitamente rosa, è più forte di me, non ci riesco: a me da sempre... il rosa non piace!

Ho rispolverato una vecchissima ricetta di frollini al prosciutto cotto. Una ricetta che non ha una data specifica ma sarebbe stata "possibile" negli anni della Belle Epoque, periodo in cui tutto l'evento è ambientato.

L'unica "difficoltà" è che nel testo originale, di origine piemontese, la parola groviera indicava "formaggio" in generale. Dopo vari esperimenti ho trovato di recente la giusta soluzione miscelando Emmentaler (quello svizzero vero, non le imitazioni francesi o tedesche) e grana padano. E così ho fatto anche oggi.

Per l'occasione ho triplicato le mie dosi consuete e ci ho impiegato un minimo di tempo in più, ma la ricetta è facile e si prepara quasi da sola. In questo caso ho cercato un taglia-biscotti dalla forma minuta ed elegante, poi il forno ha fatto il resto. Dopo di che ho semplicemente pensato a farmi bella. Per quanto possibile, si intende...


Frollini semplici al prosciutto e finocchio
per circa 150 pezzi:
600 g di farina 00 (più un cucchiaio per la spianatoia)
300 g di burro 
200 g di prosciutto cotto magro
80 g di grana padano grattugiato
70 g di Emmentaler
2 uova
15 g di semi di finocchio
2 cucchiai di latte
1 presa di sale
pepe bianco al mulinello

Levare il burro dal frigo, tagliarlo a dadini e lasciarlo a temperatura ambiente per una decina di minuti.

Tritare grossolanamente il prosciutto e l'Emmentaler e passarlo poi al frullatore, fino ad ottenere una massa liscia il più possibile omogenea.

Setacciare la farina con il sale, versarla in una ciotola ampia, spolverizzare di pepe e di grana e miscelare bene.

Unire alla farina il burro a pezzetti e lavorare velocemente in punta di dita, fino a che si formano tante piccole briciole uniformi.

Aggiungere la pasta di prosciutto ed Emmentaler e miscelare bene, sempre con le dita. Sbattere un uovo ed incorporarlo all'impasto, che a questo punto dovrebbe accorparsi perfettamente, magari con l'aiuto di un cucchiaio o due di acqua fredda.

Quando l’impasto è bello liscio avvolgerlo in pellicola e lasciarlo riposare in frigo per almeno un’ora e mezza. Se non si ha tempo meglio dividere la massa in due panetti, in modo che basti meno tempo.

Su una spianatoia appena infarinata stendere la pasta in una sfoglia spessa 5 mm (è più facile se la si divide in due, tenendo la parte che non si lavora in frigo). Ritagliare i biscotti con coppapasta a piacere e disporli su una placca rivestita di carta forno. Ripetere con il secondo panetto.

Sbattere il secondo uovo con il latte e spennellarlo delicatamente sui frollini; spolverizzarli poi con i semi di finocchio e premere leggermente con le mani perché penetrino un pochino nella pasta. 

Cuocere a 160 °C in forno ventilato (o a 180 °C in forno statico) per circa 18 minuti, fino a che la superficie è dorata ed i biscotti friabili. Trasferire su una gratella e lasciar raffreddare.

Si conservano per qualche giorno in scatole di latta, che si prestano egregiamente anche per il trasporto. Per servire i frollini però, specie se si tratta di un  contributo personale al cocktail dinatoire di Villa Margherita...


occorre assolutamente adagiarli con grazia su un tovagliolo delicatamente ricamato di rosa sopra un vassoio d'argento...

  • rivoli affluenti:
  • la ricetta, leggermente modificata, viene da un vecchio libro di cucina scovato nella casa di collina di una famiglia piemontese, che una ventina di anni fa avevo parzialmente trascritto seduta in un angolino mentre gli altri bagordavano a vini e formaggi. Chissà se ci ho guadagnato o perso... Mi spiace solo non aver preso nota di titolo ed autore.

Commenti

  1. Che belli!
    Io amo particolarmente i salati e se a quell'invito avessi potuto aderire anche io, avrei fatto qualcosa di simile
    Penso di non preoccuparti di farti bella,,giá lo sei! E chi ti incontrerá non si curerá di guardarti secondo parametri puramente estetici,perchè giá conosce l'essenza di te e questa è la cosa più importante

    RispondiElimina
  2. Uhhhh... ma io pure, copiavo libri interi di ricette, d'estate, mentre il resto della famiglia si dedicava ad altro e si interrompeva solo per chiedermi che senso avesse trascrivere tutto, quando già c'era il libro.. ma era una gioia indescrivibile, che ho ancora, per inciso.
    oggi devo trovare un paio di ballerine rosa, sennò son nelle tue spette condizioni: anche perchè ho smesso di indossare questo colore quando un compagno di università mi apostrofò con un "belin, mi sembri il Tenerone". Lui è sopravvissuto a stento, ma da allora sempre colori spenti, nel mio armadio :-)
    Ma le porti davvero, queste meraviglie qui, o ve li siete già pappate tutte, alla faccia nostra???

    RispondiElimina
  3. Sono bellissimi questi frollini, mi sa che li provo presto per il compleanno di mio figlio a fine mese.. al posto dei semi di finocchio che a noi non piacciono sto pensando a quelli di sesamo, che dici? buon divertimento a Bordighera e spero di rivederti magari a Masone! un bacione!

    RispondiElimina
  4. @antonietta: ecco sì, brava... diciamo che mi sento tra le anime belle!

    @ale: ho copiato il libro perché era un vecchio cimelio di famiglia e so che non avrei mai potuto averlo... Comunque sì: questi frollini vengono a Bordighera con me...

    @franci: usa tutti i semi che vuoi! Se ti piace il sesamo puoi unire nell'impasto anche un goccio di olio di sesamo o un cucchiaiata di tahina...

    RispondiElimina
  5. Trascrivo subito la ricetta e li faccio al prossimo pranzo in famiglia! Siamo in 14 di solito ma credo che potrebbero non avanzare :D
    Si mangiano già con gli occhi!!!! :))

    RispondiElimina
  6. @fedeB: qui non avanzano mai, qualsiasi siano le dosi di partenza...

    RispondiElimina
  7. Ton blog est formidable, travail de grande qualité… Je suis certaine que beaucoup seront d’accord avec moi même s’ils ne prennent pas le temps de te le dire
    voyance gratuite par email

    RispondiElimina

Posta un commento

post più popolari

MTC di settembre 2014: un sacco di riso!

Diceva un vecchio slogan anarchico: "con l'ironia abbatteremo il potere e un sacco di riso lo seppellirà". 
A no? Erano risate?! Va be'... per un MTC di questa portata ci si può anche concedere una licenza!

Premessa...
... avevo scritto un post lunghissimo per raccontare perché e per come ho scelto questo tema per l'MTChallenge di settembre 2014. Poi l'ho ridotto della metà, lasciando solo alcune note che mi sembravano indispensabili, e l'ho mandato alla Gennaro per un parere. 

E lei ha detto che un terzo di quanto le ho mostrato era già troppo! Allora ho ricomposto alcuni dei contenuti in articoli di supporto da pubblicare più avanti ed ho cassato il resto. Qui è rimasto il riassunto della selezione della selezione, ovvero il puro tema dell'MTC. Che, mi spiace, adesso vi tocca leggere per intero!

Se scegliere un ingrediente invece che una ricetta tende ad allargare gli orizzonti, questa volta scegliere IL RISO, come capirete, li spalanca frantumando ogni…

MTC giugno 2011... verso Oriente!

Continuo a pensare che le giudici titolari e aggiunte dell'MTC fossero completamente fuori quando hanno passato a me il testimone e nessuno potrà convincermi del contrario, anche perchè potevano ben immaginare in che gorgo storico-etnico-confusionale avrei trascinato la sfida... ma si sono fidate lo stesso! No, è oggettivo: non possono essere completamente normali...

Accertato questo, dichiaro anche di non essermi mai emozionata tanto nello scrivere un post e soprattutto nel proporre una ricetta, sentendo tanti occhi puntati addosso ed il fiato trattenuto di tanti MTC addicted... Ebbene sì, rilassatevi (o disperatevi) pure: come temevate, questa volta si va davvero tutti in Giappone!

Niente succede per caso, si sa. Tanto è vero che l'eterno girovagare di Marco Polo (a cui faccio da qualche tempo da vivandiera) l'ha portato proprio a questo punto del suo viaggio a confrontarsi con Cipango, il Paese del Sol Levante... Come potevo non cogliere il suggerimento di un siffatto des…

riso Otello: un nero integral(ista)

Il primo giorno di autunno una ricetta con le ultime verdure estive, che sono ancora buone visto che sembra far più caldo ora che nei mesi trascorsi...

Sollecitata da alcuni dubbi posti sulle modalità di cottura del riso integrale e sull'utilizzo di varietà di riso "esotiche", ho pensato di provare le risposte sul campo e chiarire soprattutto le idee a me stessa, la prima che ha tutto ancora da imparare.

Così, per prendere due piccioni con una fava, ho scelto un riso sia nero che integrale. No, non famoso ed idolatrato riso Venere, fantastica varietà di nobile origine cinese che, grazie a opportune ibridazioni, ora è coltivato anche in Italia. 

Ho pescato invece una varietà tutta italiana: il riso Otello, che deriva anch'esso da varietà cinesi ma è di concezione e di coltivazione tutta nostrana. Chissà se il nome è stato ispirato ispirato dal famoso personaggio shakespeariano, dalla sua pelle scura e dalla sua natura piuttosto integralista...



Si utilizza ridotto in farin…

Milano matsuri: una festa popolare giapponese... sotto casa!

Il 26 maggio nessuno mi cerchi: non ci sarò! Il 26 maggio succederà una cosa bellissima, tanto che non sto più nella pelle dalla voglia che arrivi presto, e trascorrerò l'intera giornata a Milano vivendo un'esperienza giapponese davvero unica. A meno di non abitare in Giappone, intendo, cose così in Italia non si vedono spesso...

A Milano tra via Keplero e piazza Carbonari (pochi passi dalle stazioni metrò di Zara o Sondrio) una domenica tutta dedicata alle tradizioni giapponesi. Non le solite che conoscono tutti, tipo sushi o manga, ma proprio quelle popolari, i divertimenti delle persone semplici che affollano una festa di piazza... insomma: un vero e originale matsurigiapponese, con le sue bancarelle, i suoi suoni, i suoi profumi ed i suoi colori!


In alcune città d'Italia si sono tenuti degli eventi denominati "matsuri", ma mai è stata ricostruita la vera atmosfera della sagra di paese giapponese, mai è stata presentata una così vasta gamma di autentico stre…

il riso parla. E sceglie la ricetta vincitrice dell'MTC

Anche se ad alcuni questo MTC è sembrato difficilissimo e ad altri una passeggiata, la base della sfida era semplice: cuocere con una tecnica tra le tre indicate la varietà di riso più adatta all'ispirazione di partenza e confezionarci una ricetta personale.

Le regole, oltre alle pure indicazioni tecniche, altrettanto chiare: che ci si inventasse tutto di sana pianta o si prendesse spunto da piatti regionali, classici o etnici, era fondamentale capire che cosa si stesse facendo e perché. E farlo con cura e sorriso, al meglio del proprio gusto per la cucina.

Il criterio personale di giudizio del giudice del mese varia di volta in volta. Il mio l'avevo però esplicitato da subito: il confronto non era davvero con il riso ma piuttosto con se stessi. Così diventavano importanti lo spirito di armonia dell’insieme, la cura positiva dei gesti, la fantasia degli abbinamenti e la conseguente, inevitabile bellezza "naturale" del piatto finale. 
In generale ogni piatto condiviso su…

acquaviva scorre... sciuè sciuè!

Arrivo all'ultimo giorno utile con il mio modesto contributo all'iniziativa Pasta Bufala e fantasia! Reinventa la tradizione, contest organizzato da Le Strade della Mozzarella e Pastificio dei Campi.

Scopo specifico di questo confronto di idee è interpretare un piatto della tradizione usando delle nuove tecniche di cottura e di preparazione, che abbiano naturalmente come protagonista l'abbinamento di pasta prodotta a Gragnano dal Pastificio dei Campi e Mozzarella di Bufala Campana DOP. 

Nel giudicare la ricetta saranno valutati l'utilizzo della tecnica in rapporto al risultato ottenuto, la valorizzazione della pasta e della mozzarella, la qualità innovativa rispetto a preparazione tradizionale. Che ci faccio io dunque in questo gruppo di esperti gourmet? La mia cucina non ha mai brillato per inventiva tecnica... 

Forse la mia personale sfida in questo caso è quella di confrontarmi con prodotti che ovviamente conosco ma con cui "non sono nata": le mie origini f…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!