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Siena 4: storie di mandorle, con pasta ai ricciarelli e bottarga

Nel corso di questi ultimi post abbiamo visto come io sia stata catapultata nell'artigianato senese, abbia conosciuto fornai e pasticceri davvero appassionati alla propria arte ed abbia persino incontrato la speziata storia del panpepato, dedicandogli una ricetta durante il flash mob in suo onore del 3 dicembre.

Oggi, sempre in collaborazione con CNA Siena Food and Tourism, per la Giornata Nazionale dei Ricciarelli del Calendario del Cibo Italiano mi tuffo invece nell'argomento "mandorle", ingrediente storicamente alla base di moltissimi dolci nobili di quasi tutta Italia. Tra cui in specifico, quello protagonista dell'appuntamento di oggi, il meraviglioso ricciarello di Siena.
Riccardo il pasticcere e Fabio il fornaio ci hanno rivelato le loro personali ricette dei ricciarelli, che hanno lievi differenze ma generano entrambe dei dolcetti deliziosi. Fabio ci ha omaggiato dei suoi dolcetti per il flash mob di oggi, Riccardo in specifico era molto orgoglioso del fatto che le mandorle da lui utilizzate provenissero esclusivamente da Avola.

Ma facciamo un passo indietro: mandorle e zucchero e la loro primigenia unione, la pasta di mandorle, erano anticamente una tale ricercatezza in Italia e nel Mediterraneo che ogni località, tra corti, regge, spezierie e monasteri, preparava i propri dolci marzapani, difficilmente diffusi presso il popolino ma ampiamente graditi da ricchi e potenti dell'intero mondo allora conosciuto.

Anticamente il marzapane era confezionato in pani ma con il tempo ne derivarono dolcetti di minore dimensione e soprattutto di maggior leggerezza, dovuta all'introduzione del bianco d'uovo. I ricciarelli costituiscono l'evoluzione senese di quei dolcetti ed il loro nome, accreditato a Siena a partire del 1800 nel Dizionario Etimologico Italiano, potrebbe ricordare l'arricciatura delle babbucce dei Mori, che confezionavano biscottini simili e la cui forma si dice essere stata riportata a Siena verso il 1300 da cavalieri di ritorno dalle Crociate.

Ora: come legare la storia delle mandorle da cui derivano i ricciarelli ad un piatto che li contenga in modo contemporaneo? Attraverso la Sicilia odierna fornitrice di questa golosa materia prima, ho pensato. Ed avendo cominciato con un pollo al panpepato, se costruissi con le ricette dei flash mob un menù completo basato sui dolci senesi, andando qui a ritroso dal secondo al primo? In fondo è proprio in Sicilia che è nata la pasta italiana, dunque... Siena + ricciarelli + mandorle + Sicilia = pastasciutta?!

Ebbene sì: esiste una ricetta della tradizione siciliana, la pasta co meli, che si serve a Butera per San Giuseppe e che contempla spaghetti conditi con miele, arancia candita e mandorle. Quello è perlopiù un dolce ma gli ultimi due ingredienti sono anche (guarda un po'!) la base per i ricciarelli senesi, e la tentazione diventa forte!

In fondo se usassi un tocco di miele amaro a glassare, scorza d'arancia appena grattugiata per dare freschezza più qualcosa di molto sapido che venga esaltato dallo zucchero presente nei ricciarelli... potrebbe funzionare! E i ricciarelli potrebbero affiancare le mandorle per dare croccantezza, e per finire magari la pasta potrebbe essere di sicilianissimo grano Timilia e la bottarga un prodotto artigianale di Marzamemi lavorato nel posto di pesca. Ecco, tra Siena e Sicilia così nasce per il flash mob di oggi la mia:
PASTA AI RICCIARELLI, MIELE DI CASTAGNO E BOTTARGA
ingredienti per 4 persone:
320 g di pasta di grano duro Timilia*
2 ricciarelli
40 g di mandorle sgusciate
30 g di bottarga
1 arancia non trattata
2 cucchiaini di miele di castagno
3 cucchiai di olio extravergine
sale
pepe nero al mulinello
Sbriciolare i ricciarelli e tritare grossolanamente le mandorle. Grattugiare un cucchiaino di scorza d'arancia e tagliare il resto in un largo nastro a spirale, prelevando solo uno strato sottile della parte bianca (non evitarla del tutto, in questo piatto serve un lieve tocco del suo amaro).

Rosolare le briciole di ricciarelli e le mandorle con l'olio in un'ampia padella fino a che sono brune e croccanti. Levarle dal tegame (conservando il fondo di cottura), salarle leggermente e peparle.
Lessare la pasta in abbondante acqua salata, prima portata a bollore con il nastro di scorza d'arancia. Intanto tritare molto finemente la bottarga (o grattugiarla, se è più asciutta della mia).

Scolare la pasta molto al dente (io l'ho cotta 6 minuti), eliminare la scorza, versarla nel tegame e saltare a fuoco vivace, mantecando con un mestolino della sua acqua di cottura e con il miele per un paio di minuti.

Quando il miele ha fatto il suo dovere e la pasta è bella lucida unire il crumble di mandorle e ricciarelli, la bottarga, la scorza d'arancia grattugiata e una bella grattata di pepe e mescolare bene.
Dividere nei piatti individuali, finire con un'altra macinata di pepe e servire ben caldo.
Ovviamente non rivelo qui le ricette ricevute in regalo dai professionisti senesi, visto che non mancano altre fonti: in fondo chi volesse farsi i ricciarelli in casa può semplicemente riferirsi alla ricetta n. 620 di Pellegrino Artusi!

Commenti

  1. E' possibile alle 10 del mattino aver voglia di mangiarsi un piatto di pasta? Visitando il tuo blog è possibile anche questo! E' una ricetta che mi arriva dritta al cuore, perché hai unito la terra dove vivo, alla Sicilia che ho eletto a mia seconda patria in una carambolesca armonia di sapori. Mi inchino alla tua bravura!

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    1. Grazie: ritengo "carambolesca" è un bellissimo complimento!

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  2. Ricordo che usai i ricciarelli per fare una pasta nella sfida MTC che aveva come argomento la pasta col pesce e ammetto che il risultato, anche se accettabile (a mio gusto, anche se tecnicamente era forse del tutto sbagliata) non fu nemmeno lontanamente paragonabile a questa meraviglia che hai creato.
    Amo la bottarga, i ricciarelli... devo lavorare sul miele di castagno ma ci sono tutti i presupposti per amare questo piatto.

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    1. Uh, vado assolutamente a ripescarmi quella tua ricetta: sono curiosissima!

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    2. http://chicchedikika.blogspot.com/2017/09/pici-con-ombrina-pesto-di-cavolo-nero-e.html

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    3. anche io per quella sfida avevo rischiato sul dolce, con un condimento di sgombri sciroppati... chissà che ci era preso! Ma il tuo progetto era ancora più encomiabile perchè partiva dal nulla, mentre io mi appoggiavo ad una tradizione già esistente, quindi con proporzioni ed armonie consolidate, anche se "altrove" rispetto ai nostri gusti. Sarei molto curiosa di sapere come rivedresti oggi, per come si è evoluta la tua cucina, un piatto di pasta, pesce e ricciarelli. Ci proviamo?

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  3. Sei geniale! Questa ricetta folle mi attira proprio!

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    1. ok, basta inserirla in uno degli infiniti pranzi delle feste se vuoi. Io fossi in te lo farei...

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  4. Un piatto particolare che non può che attrarre una come me, curiosa e desiderosa di sperimentare. Complimenti!!

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Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
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Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!