Passa ai contenuti principali

paella? Be'... quasi, in versione insalata di riso

Si organizza un pranzo a tema "Revival anni '70-'80" dove ciascuno provvede a una portata, e a me commissionano il primo. So che ci saranno tra i convitati dei golosi di paella, che tanto piaceva a casa dei miei verso la fine di quegli anni, ma sinceramente non ho voglia di cucinare a lungo e all'ultimo momento: vorrei poter preparare tutto prima e godermi la giornata in relax, come avrei fatto se avessi portato quello che avevo in mente, l'insalata di pasta e verdure grigliate della mia adolescenza.

Ma per fortuna ecco che scatta la folgorazione: preparo una insalata di riso ispirata alla paella! Cerco di ricalcarne l'aspetto e gli aromi ma in modo che il piatto tragga vantaggio da qualche ora di riposo. E magari, già che ci sono, uso un condimento che citi pure la fideuà, la "paella di pasta" che di solito si accompagna con una salsa aioli. 

In sostanza, rispetto ad una paella classica, uso un tipo di riso differente e quasi tutto quello che andrebbe rosolato o stufato praticamente lo lesso. Così non solo ottengo una ricetta leggera, adatta alla calura estiva, ma mi procuro anche un fantastico brodo "multilevel", che utilizzo per cuocere il riso. E per quest'ultimo utilizzo il metodo pilaf, in modo che ogni goccia del prezioso aroma di ciascun ingrediente resti tutta nel piatto.

Miscelando da subito la salsa al riso con tutti i suoi ingredienti, infine, sono certa che i sapori saranno perfettamente fusi. Unica accortezza: se la preparazione completa resta a lungo in frigorifero meglio levarla un'oretta prima del servizio, in modo che la temperatura si mitighi e si sentano bene tutti i profumi. 

Altro piccolo accorgimento: unire gli elementi di decorazione solo alla fine, sia che si serva nei piatti individuali, come qui, sia che si decida di disporre il riso in un contenitore tondo o in una paella vera e propria, con gamberoni e cozze disposti a corona.

INSALATA DI RISO IN MODALITA' PAELLA
ingredienti per 4 persone come piatto principale, per 6 come primo:
300 g di riso parboiled
1 kg di cozze
300 g di gamberetti con il guscio
4-6 gamberoni (c.a 70 g l'uno)
2 sovracosce di pollo
60 g di prosciutto crudo in una fetta spessa 
2 cipolle
1 carota
1 peperone rosso
120 g di piselli sgusciati (qui surgelati)
2 spicchi di aglio
3 cucchiai di maionese
3 cucchiai di foglie di prezzemolo
1 foglia di alloro
2 bustine di zafferano
1 cucchiaio di aceto
5 cucchiai di olio extravergine
sale
pepe nero al mulinello

Preparare il brodo con 1,5 l di acqua, la carota e una cipolla sbucciate, il pollo privato della pelle, la foglia di alloro, 3 grani di pepe e una presina di sale.

Intanto pulire e spazzolare bene le cozze privandole del bisso; ridurre separatamente il prosciutto e il peperone a dadini piccoli come piselli; tritare grossolanamente la seconda cipolla.

Estrarre dalla pentola il pollo e ridurne la polpa a dadini; tenerla poi immersa in un pochino di brodo perchè non si asciughi.

Riportare il brodo a bollore e scottarvi i gamberetti fino a che diventano rosa; scolarli con un mestolo forato e tuffare nel brodo i gamberoni, cuocendoli per un paio di minuti. Scolarli, lasciarli freddare e tenerli in frigo.

Versare infine nel brodo di nuovo bollente le cozze, pescandole fuori con una pinza a mano a mano che si aprono. Alla fine filtrare il brodo e misurarne 600 ml (a me ne è avanzato circa altrettanto, che ho congelato per una prossima paella).

In una pentola capace scaldare 2 cucchiai di olio e rosolarvi la cipolla tritata insieme a metà del prosciutto, peperoni e piselli. 

Unire il riso e farlo ben tostare, quindi versarvi sopra tutto il brodo bollente, unire lo zafferano e mescolare bene. Non dovrebbe esserci bisogno di salare.

Appena il brodo riprende bollore coprire, abbassare leggermente la fiamma e lasciar cuocere senza mai aprire per 12-15 minuti.

Trasferire il riso cotto su un vassoio, allargarlo e farlo raffreddare.

Intanto privare del guscio i gamberetti, lasciando attaccato il ventaglietto della coda, e sgusciare le cozze, tenendone qualcuna intera per la decorazione, che va messa in frigo.

Preparare una salsina di condimento frullando l'aglio sbucciato con il prezzemolo, 3 cucchiai di olio, l'aceto e la maionese, regolando se serve di sale alla fine ed unendo una bella grattata di pepe.

Quando il riso si è intiepidito unirvi pollo, cozze e gamberetti e i dadini di prosciutto crudo tenuti da parte, quindi condire con la salsa e mescolare, curando che gli ingredienti siamo tutti perfettamente amalgamati.
Tenere coperto in frigo fino al servizio, con gli elementi per la decorazione in un contenitore separato, meglio se mantenuti morbidi con un filo di brodo.
Poco prima di servire, distribuire il riso nei piatti individuali e disporre su ognuno un gamberone e qualche cozza con il guscio. 
  • rivoli affluenti:
  • la ricetta è naturalmente gluten free
  • vorrei far notare non solo tovagliato e stoviglie a tema, ma soprattutto la composizione dell'antipasto, un vero capolavoro d'epoca! 


Commenti

  1. La proverò dopo le vacanze all'hotel brunico con spa www.windschar.com/it

    RispondiElimina
  2. crescita personale

    Il sito offre corsi di formazione sulla crescita personale, e servizi di Life e Business Coaching. Abbiamo un blog con più di 100 articoli.visita per la tua crescita personale

    RispondiElimina

Posta un commento

post più popolari

MTC di settembre 2014: un sacco di riso!

Diceva un vecchio slogan anarchico: "con l'ironia abbatteremo il potere e un sacco di riso lo seppellirà".  A no? Erano risate?! Va be'... per un MTC di questa portata ci si può anche concedere una licenza! Premessa... ... avevo scritto un post lunghissimo per raccontare perché e per come ho scelto questo tema per l'MTChallenge di settembre 2014. Poi l'ho ridotto della metà, lasciando solo alcune note che mi sembravano indispensabili, e l'ho mandato alla Gennaro per un parere.  E lei ha detto che un terzo di quanto le ho mostrato era già troppo! Allora ho ricomposto alcuni dei contenuti in articoli di supporto da pubblicare più avanti ed ho cassato il resto. Qui è rimasto il riassunto della selezione della selezione, ovvero il puro tema dell'MTC. Che, mi spiace, adesso vi tocca leggere per intero! Se scegliere un ingrediente invece che una ricetta tende ad allargare gli orizzonti, questa volta scegliere IL RISO , come capirete, li spalanca fran

MTC giugno 2011... verso Oriente!

Continuo a pensare che le giudici  titolari  e aggiunte  dell'MTC fossero completamente fuori quando hanno passato a me il testimone e nessuno potrà convincermi del contrario, anche perchè potevano ben immaginare in che gorgo storico-etnico-confusionale avrei trascinato la sfida... ma si sono fidate lo stesso! No, è oggettivo: non possono essere completamente normali... Accertato questo, dichiaro anche di non essermi mai emozionata tanto nello scrivere un post e soprattutto nel proporre una ricetta, sentendo tanti occhi puntati addosso ed il fiato trattenuto di tanti MTC addicted... Ebbene sì, rilassatevi (o disperatevi) pure: come temevate, questa volta si va davvero tutti in Giappone! Niente succede per caso, si sa. Tanto è vero che l'eterno girovagare di Marco Polo (a cui faccio da qualche tempo da vivandiera ) l'ha portato proprio a questo punto del suo viaggio a confrontarsi con  Cipango , il Paese del Sol Levante... Come potevo non cogliere il suggerimento di un s

una salsa di cipolle svizzera per würstel e per mamme lavoratrici

Lo so: sono rimasta indietro di una puntata! Parlavo di  ricette svizzere  quando un'irrefrenabile tentazione di cibo americano  si è intrufolata in cucina ed ha avuto  la meglio. Riprendo ora il filo con un piatto che ho proposto pochi giorni fa anche alla mia cara mammina svizzera in occasione del suo compleanno: Bratwurst con salsa di cipolle. L'aspetto curioso non sta tanto nel tipo di würstel utilizzato, una salsiccia bianca di vitello il cui nome per alcuni significa "salsiccia di carne spezzettata" e per altri "salsiccia da arrostire". In Germania di solito viene speziata in modo deciso con pepe, noce moscata e/o cumino, mentre in Svizzera il suo sapore è molto più delicato. In Ticino ne esiste una versione mignon, una "collana" di micro-salsiccine detta cipollata  non perchè contenga cipolle ma perchè, appunto, di solito si serve in salsa di cipolle. Ma, a casa della mia mamma lavoratrice senza tempo ne' passione per la cucina,

a tu per tu con il Fleischkäse svizzero, questo sconosciuto di famiglia

Nel curioso elenco dei cibi svizzeri che hanno caratterizzato la mia infanzia mi rendo conto che, fatto strano, sul blog non ho ancora parlato del  Fleischkäse, una via di mezzo tra un polpettone ed un würstel gigante di cui da bambini venivamo spesso nutriti. Ma un episodio di vita vera me lo ha messo sotto il naso proprio l'altro giorno, ed eccomi qui con il mio reportage storico-familiare. Alcuni Svizzeri, come quelli di casa mia, vivono il   Fleischkäse come un salume, da comprare pronto, intero o affettato sottile in buste, da servire in tavola come fosse prosciutto cotto o da infilare nei panini per merenda con maionese, senape e cipolline sottaceto (Be'... che c'è?! Se mia mamma per evitare che noi figli mangiassimo troppa Nutella la teneva in frigo ad indurire, così era più difficile da spalmare e sul pane se ne metteva di meno, perché stupirsi di quella che lei invece considerava una merenda "sana"?!) Altri amanti del  Fleischkäse  lo compran

Milano matsuri: una festa popolare giapponese... sotto casa!

Il 26 maggio nessuno mi cerchi: non ci sarò! Il 26 maggio succederà una cosa bellissima, tanto che non sto più nella pelle dalla voglia che arrivi presto, e trascorrerò l'intera giornata a Milano vivendo un'esperienza giapponese davvero unica. A meno di non abitare in Giappone, intendo, cose così in Italia non si vedono spesso... A Milano tra via Keplero e piazza Carbonari (pochi passi dalle stazioni metrò di Zara o Sondrio) una domenica tutta dedicata alle tradizioni giapponesi. Non le solite che conoscono tutti, tipo sushi o manga, ma proprio quelle popolari, i divertimenti delle persone semplici che affollano una festa di piazza... insomma: un vero e originale matsuri giapponese, con le sue bancarelle, i suoi suoni, i suoi profumi ed i suoi colori! In alcune città d'Italia si sono tenuti degli eventi denominati " matsuri ", ma mai è stata ricostruita la vera atmosfera della sagra di paese giapponese, mai è stata presentata una così vasta gamma di aute

riso Otello: un nero integral(ista)

Il primo giorno di autunno una ricetta con le ultime verdure estive, che sono ancora buone visto che sembra far più caldo ora che nei mesi trascorsi... Sollecitata da alcuni dubbi posti sulle modalità di cottura del riso integrale e sull'utilizzo di varietà di riso "esotiche", ho pensato di provare le risposte sul campo e chiarire soprattutto le idee a me stessa, la prima che ha tutto ancora da imparare. Così, per prendere due piccioni con una fava, ho scelto un riso sia nero che integrale. No, non famoso ed idolatrato riso Venere, fantastica varietà di nobile origine cinese che, grazie a opportune ibridazioni, ora è coltivato anche in Italia.  Ho pescato  invece una varietà tutta italiana: il riso Otello, che deriva anch'esso da varietà cinesi ma è di concezione e di coltivazione tutta nostrana. Chissà se il  nome è stato ispirato ispirato dal famoso personaggio shakespeariano, dalla sua pelle scura e dalla sua natura piuttosto integral ista... Si utilizz

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!